COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE MILANO – SENTENZA 19 APRILE 2012, N. 62/2/12

2012 25 giugno 2012

Fatto e diritto

La (…) srl ha proposto appello avverso la decisione della CTP che rigettava il suo ricorso confermando l’accertamento fondato sulla applicazione degli studi di settore di cui all’art. 62 bis DL 1993 n. 331.

La ricorrente contesta radicalmente le valutazioni espresse dai primi giudici, sostanzialmente ripercorrenti quelle dell’atto impositivo, riassumibili nella ritenuta assenza di elementi specifici tali da inficiare gli esiti standardizzati di determinazione del reddito; e rileva, richiamando gli ultimi orientamenti della Suprema Corte in proposito, che le definizioni astratte del modello statistico-matematico si pongono, nel caso specifico, in palese contrasto con l’effettività della capacità reddituale in concreto agevolmente ravvisabile.

Questa Commissione ritiene che l’obiezione della contribuente sia pienamente fondata in fatto ed in diritto, e conforme alla necessità di individuazione della reale capacità contributiva (ex art. 53 Cost.) del soggetto economico l’esito di annullamento della pretesa tributaria in questione.

È incontrovertibile che nel caso di (…) srl la adottata forma societaria sia lo strumento – scelto per esigenze di immagine commerciale ed a fini di copertura previdenziale ed assicurativa – per l’azione di una impresa individuale fondata sul lavoro personale del socio amministratore ed unico prestatore di lavoro (l’altro socio è la moglie dell’imprenditore); e che, su questa base fattuale, perde di significato l’applicazione matematica che determina la incongruità dei ricavi dichiarati dalla società in relazione all’elevato costo di funzionamento consistente nel compenso dell’amministratore.

Il compenso dell’amministratore (regolarmente assoggettato ad imposizione fiscale, come da allegati CUD delle annualità dal 2003 al 2006) costituisce, in tale situazione, il vero e reale utile di impresa, che appare congruo ai mezzi impiegati ed al settore economico.

L’assoggettamento dell’impresa agli obblighi civilistici e fiscali conseguenti alla prescelta forma di persona giuridica non può, comunque, trasmodare nella distorsione dei parametri e valutazioni utili ad accertarne la effettiva redditività.

La entità dei compensi percepiti dall’amministratore pari a:

– Euro 41.547,00 nell’anno 2002

– Euro 45.373,00 nell’anno 2003

– Euro 60.516,00 nell’anno 2004 (oggetto di accertamento)

– Euro 34.160,00 nell’anno 2005

Configura una dimensione reddituale congrua che non consente la fondata inferenza della esistenza di ricavi non contabilizzati.

Le spese di lite di entrambi i gradi di giudizio seguono la soccombenza.

PQM

In riforma della decisione di primo grado, accoglie l’appello del contribuente ed annulla l’accertamento. Spese liquidate in complessivi euro 2.000,00 per entrambi i gradi di giudizio, cui è condannato l’Ufficio soccombente.

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