Corte di Cassazione

E’ SOLO “INDIZIARIO” IL VALORE DELL’ATTO NOTORIO (CASSAZIONE N. 149/2010)

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L’atto notorio, anche se proveniente dal coniuge a da altro familiare, non è ritenuto idoneo a fornire prova certa dell’avvenuto finanziamento familiare. In particolare, per la Cassazione,  il processo tributario deve avvenire con effettivo contraddittorio tra le parti, con prove che si formano nel corso del giudizio stesso. In questa sede, quindi, l’atto notorio, ovvero una “semplice” dichiarazione resa dal contribuente ad un pubblico ufficiale, non può assumere valore di prova, non essendo sufficiente a dimostrare la congruenza tra costi e ricavi, atta a far così decadere la contestazione. Si tratta quindi di una conferma dell’orientamento già espresso dalla Cassazione anche in passato per cui “l’attribuzione di efficacia probatoria alle dichiarazioni sostitutive di notorietà trova ostacolo invalicabile nella previsione dell’articolo 7, comma 4, del Dlgs 546/1992, giacché finirebbe per introdurre nel processo tributario – eludendo il divieto di giuramento, oltre che di prova testimoniale, sancito dalla richiamata disposizione – un mezzo di prova, non solo equipollente a quello vietato, ma anche costituito al di fuori del processo (Cassazione, 744/2003)”.

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